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Canti d’Esilio d’Occidente

 
 

1988, Sant’Arcangelo di Romagna

 

“Venni invitato da Cesare Ronconi, direttore del Teatro Stabile della Valdoca, a realizzare la scenografia di un azione mimica. Scegliemmo un’ansa del fiume Marecchia, le cui rive contrappongono differenti paesaggi: la bianca spiaggia e la roccia a picco sull’acqua. La compattezza di quest’ultima era interrotta da alvei che si prestavano a nidi di un gran numero di uccelli. Notammo che attorno alle sei di sera, essi prendevano il volo, tutti assieme, per disperdersi all’orizzonte: il folto stormo ondeggiava come ampio sipario che si leva alto. Decidemmo di dar campo all’azione in quell’ora. Costruii un villaggio su palafitte, guado, transito tra i due opposti paesaggi. Attori ed attrici: gli uni intrecciavano telai vegetali, le altre davano forma ad anfore d’argilla.”

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